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Di Biologico si è tanto parlato e tanto scritto.
Avendo iniziato nel lontano 1986 ho vissuto buona parte della storia del Biologico italiano ed avrei potuto scrivere molto ma, andando su internet, ho visto migliaia di pagine già scritte sull’argomento con anche opinioni molto diverse dalle mie ed allora ho preferito copiare su Wikipedia la voce “Agricoltura Biologica” scrivendo in rosso il mio commento.

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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera - il 04.05.2016

L'agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che considera l'intero ecosistema agricolo, sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, promuove la biodiversità dell'ambiente in cui opera e limita o esclude l'utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM).

Definizione
La parola "biologica" presente in agricoltura biologica è in realtà un termine improprio: l'attività agricola, biologica o convenzionale, verte sempre su un processo di natura biologica attuato da un organismo vegetale, animale o microbico.
La differenza sostanziale tra agricoltura biologica e convenzionale consiste nel livello di energia ausiliaria introdotto nell'agro sistema: nell'agricoltura convenzionale si impiega un notevole quantitativo di energia ausiliaria proveniente da processi industriali (industria chimica, estrattiva, meccanica, ecc.); al contrario, l'agricoltura biologica, pur essendo in parte basata su energia ausiliare proveniente dall'industria estrattiva e meccanica, reimpiega la materia principalmente sotto forma organica.
Una dicitura sintetica più appropriata avrebbe forse potuto essere una di quelle adottate in altre lingue, agricoltura organica oppure agricoltura ecologica, in quanto mettono in evidenza i principali aspetti distintivi dell'agricoltura biologica, ovvero la conservazione della sostanza organica del terreno o l'intenzione originaria di trovare una forma di agricoltura a basso impatto ambientale

Mi trovo d’accordo per la definizione data per “Biologico”, invece ove è scritto “……l'agricoltura biologica, pur essendo in parte basata su energia ausiliare proveniente dall'industria estrattiva e meccanica, reimpiega la materia principalmente sotto forma organica......…”, non sono d’accordo. Il metodo biologico deve prevalentemente incrementare l’energia ausiliaria (chiaramente di matrice organica) autoctona con colture adatte alla terra ed al clima della zona e se nella mia terra di Fabrica di Roma volessi coltivare Banane è chiaro che l’energia occorrente in termini agronomici dovrà essere artificiale ma, se la mia agricoltura corrisponde alla mia realtà pedoclimatica, l’apporto esterno diventa superfluo o limitato ad eventi straordinari (siccità, eccesso di piovosità…ecc). Considerare il terreno ed il clima, un supporto estraneo della propria produzione è un’idea dell’agricoltura industriale che chiaramente non deve entrare nella coltivazione naturale come dimostrato dagli obbiettivi IFOAM appresso riportati.

Teoria

I principali obiettivi dell'agricoltura biologica così come sono stati definiti dall'International Federation of Organic Agricolture (I.F.O.A.M.) sono:
• Trasformare il più possibile le aziende in un sistema agricolo autosufficiente attingendo alle risorse locali;
• Salvaguardare la fertilità naturale del terreno;
• Evitare ogni forma di inquinamento determinato dalle tecniche agricole;
• Produrre alimenti di elevata qualità nutritiva in quantità sufficiente;

La filosofia dietro a questo modo di coltivare le piante e allevare gli animali, che fa riferimento a tecniche e principi antecedenti all'introduzione dei pesticidi in agricoltura avvenuta negli anni 70, non è solamente legata all'intenzione di offrire prodotti senza residui di fitofarmaci o concimi chimici di sintesi, ma anche (se non di più) alla fondata volontà di non determinare nell'ambiente esternalità negative, cioè impatti negativi sull'ambiente a livello di inquinamento di acque, terreni e aria.

Nella pratica biologica sono centrali soprattutto gli aspetti agronomici: la fertilità del terreno viene salvaguardata mediante l'utilizzo di fertilizzanti organici, la pratica delle rotazioni colturali e lavorazioni attente al mantenimento (o, possibilmente, al miglioramento) della struttura del suolo e della percentuale di sostanza organica; la lotta alle avversità delle piante è consentita solamente con preparati vegetali, minerali e animali che non siano di sintesi chimica (tranne alcuni prodotti considerati "tradizionali") e privilegiando la lotta biologica. Gli animali vengono allevati con tecniche che rispettano il loro benessere e nutriti con prodotti vegetali ottenuti secondo i principi dell'agricoltura biologica. Sono evitate tecniche di forzatura della crescita e sono proibiti alcuni metodi industriali di gestione dell'allevamento, mentre per le cure delle eventuali malattie si utilizzano rimedi omeopatici e fitoterapici limitando i medicinali allopatici ai casi previsti dai regolamenti.
Un'interpretazione del concetto di agricoltura biologica tesa alla sovranità alimentare e a una più radicale opposizione alla moderna agricoltura industriale è il principio di autorganizzazione.

Bello ed anche vero.
Agli inizi era veramente un altro modo di vivere. La qualità e la quantità dei nutrienti era per tutti noi obbiettivo primario, volevamo ed ancora vogliamo, vivere di più mangiando meglio.
L’industria alimentare ha invece tutto l’interesse a soddisfare l’aspetto organolettico perché è cosa tecnicamente più facilmente risolvibile.
La carne di maiale non è molto gradita al palato ? Si modifica l’alimentazione artificiale dei suini per far assomigliare il sapore a quella di manzo.
In natura la carne del vitello è rossa ? Nessun problema, si rende l’animale anemico e la carne è rosa.
I pomodori a Natale non ci sono ? Con una bella serra magari idroponica, con luce artificiale ed alimentazione regolata da computer e anche magari per agevolare il trasporto e la conservazione con selezione genetica di buccia ad alta resistenza, ed il pomodoro è sullo scaffale pronto per tutti quelli che vogliono trovarlo anche a Natale.
Piccolo ma a mio parere, importante problema :
Quella carne, quei pomodori sono cibo ? E’ veramente con questo che vogliamo costruire le nostre cellule ?

Legislazione
L'agricoltura biologica in Europa è stata regolamentata per la prima volta a livello comunitario nel 1991 con il *Reg. (CEE) n° 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all'indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari. Solo nel 1999 con il *Reg. (CE) n° 1804/99 sono state regolamentate anche le produzioni animali.
Nel giugno del 2007 è stato adottato un nuovo regolamento CE per l'agricoltura biologica, Reg. (CE) n° 834/2007, che abroga i precedenti ed è relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici sia di origine vegetale che animale (compresa l'acquacoltura)

Anche la trasformazione per il vino è regolamentata ad esempio con il 203/12 che non condivido. Non per nulla la mia trasformazione è senza chimica.

Qualità e quantità dei nutrienti
Gli alimenti biologici si sono dimostrati privi di residui da fitofarmaci nelle analisi condotte da Legambiente nell'ambito dello studio Pesticidi nel piatto 2007 ma non per questo maggiormente salubri Uno studio dell'ICSP (International Centre for Pesticides and Health Risk Prevention) del 2007 mostra invece come taluni cibi biologici possano contenere residui di pesticidi. I cibi biologici sono comunque meno "inquinanti" dei cibi non biologici ma non c'è una prova scientifica che tale purezza porti vantaggi significativi per la salute
In generale, secondo le meta analisi svolte sulle centinaia di studi esistenti in tema, in particolare ad opera della Food Standards Agency[7] e dall'Agenzia Francese per la Sicurezza Alimentare, non è possibile concludere che esistano differenze rimarcabili in quanto ad apporti nutrizionali tra prodotti convenzionali e biologici.
Nella prassi quotidiana inoltre differenze qualitative presenti fra prodotti biologici e tradizionali tendono ad appiattirsi ulteriormente a causa delle richieste dell'industria di trasformazione e distribuzione che richiede omogeneità e qualità uniformi per tutte le tipologie di prodotto.
Anche una ricerca finanziata dall'Università di Stanford rileva che tra prodotti biologici e convenzionali non c'è differenza, se si considerano gli effetti sulla salute e inoltre i prodotti biologici non risultano più nutritivi. Lo studio riscontra una quantità di fitofarmaci superiore del 30% nei prodotti di agricoltura convenzionale, ma sostiene che questa percentuale non incide sulla salute dell'uomo. Un altro studio a risposta a quello dell'Università di Stanford che si basa su di un campione più elevato di dati, conferma, grossomodo, quanto dichiarato nel primo studio, ma svela che frutta e verdure biologiche hanno un numero maggiore di antiossidanti, tra il 20-40% in più rispetto a quelli coltivati con i metodi tradizionali.

Incredibile ma vero, l’assenza di pesticidi non porta vantaggi significativi per la salute …………
…. Per fortuna la stupidaggine è così grande che anche il lettore più sprovveduto capisce che è una grandissima sciocchezza.

Non conosco lo studio dell'ICSP (International Centre for Pesticides and Health Risk Prevention) ma ne ho sentite tante nel corso di questi anni da esserne quasi stanco. In compenso ho letto di tanti studi pieni di contraddizioni ove è stato detto tutto ed il contrario di tutto e poi la chiara malafede di chi ha scritto, è dimostrata dal fatto che, l’agricoltura biologica non deve appiattirsi per soddisfare le richieste dell’industria perché il naturale, semplicemente, per essere tale, non può e non deve essere standars.

Il tema delle micotossine
Un'opinione diffusa vuole che i cibi biologici presentino valori più elevati di micotossine, sostanze naturali ad azione tossica prodotte da numerose specie di funghi. Diversi studi su micotossine, aflatossine e altri contaminanti degli alimenti non hanno però evidenziato differenze significative.[senza fonte] In particolare, lo studio: “Qualità alimentare specifica e sicurezza dei cibi biologici”, presentato alla XXII Conferenza FAO per l'Europa (dal titolo "Food safety and quality as affected by organic farming) enuncia che “si può escludere che la produzione biologica conduca ad un rischio di contaminazione da micotossine più elevato", ma conclude rivelando la necessità di ulteriori studi sull'argomento

Altra stupidaggine megagalattica sempre sulla linea che i pesticidi fanno bene………
Allora vediamo di essere chiari :
La legislazione sanitaria per gli alimenti è uguale per tutti i prodotti e non esistono deroghe.
Quindi la sicurezza per la presenza di micotossine o residui vari contenuta negli alimenti è esattamente la stessa sia per il biologico che per l’industriale.

Rimane il fatto che, il rispetto dei limiti dei residui pericolosi per la salute, interessa molto di più il convenzionale che il biologico per la tipologia dei mezzi tecnici che usa che, ripeto, ha gli stessi limiti legali di presenza residuale di sostanze sottoposte a controllo ed il Naturale,
in aggiunta, ha tutte le limitazioni imposte dal metodo biologico.
In aggiunta tutte le limitazioni imposte dal metodo Biodinamico.
In aggiunta, tutte le limitazioni imposte dal metodo Vegan di Filiera.
In aggiunta, tutte le limitazioni imposte dalla certificazione e controllo Internazionale.

Critiche
L'agricoltura biologica, soprattutto se vista come modello di sviluppo globale, è stata al centro di dibattiti e critiche. In particolare sono due le principali obiezioni sollevate: la sua non sostenibilità su larga scala e la scarsa scientificità di talune sue pratiche legate all'assioma naturale = buono.
Sostenibilità
Se è vero che il divieto di usare la maggior parte di prodotti agrochimici di sintesi riduce quella parte dell'impatto ambientale agricolo legata all'immissione di molecole tossiche nell'ambiente, è altresì vero che la produzione biologica ha mediamente rese inferiori del 20-45% rispetto a quella convenzionale e pertanto, per produrre le medesime quantità, sarebbe necessario mettere a coltura il 25-64% di terre in più. Questo però porterebbe alla distruzione di habitat naturali importanti per la biodiversità oltre che ad aggravare il problema della fame.
Vi è inoltre la credenza che le pratiche di gestione biologiche consentano di ridurre la percolazione in falda di azoto o che aiutino lo sviluppo delle comunità microbiche del suolo; essa però non è del tutto accurata esistendo al riguardo dati controversi.
In tema di sostenibilità è stato osservato inoltre che l'agricoltura biologica è in grado di avvicinarsi, per molte colture, ai risultati di quella convenzionale solo se accoppiata ad una fertilizzazione del terreno. A causa della scarsità di animali allevati in modo biologico è attualmente consentito l'utilizzo anche di fertilizzanti certificati come biologici che di fatto però derivano da produzioni convenzionali. Questa pratica rende le rese dell'agricoltura biologica dipendenti dalla presenza di una forte agricoltura convenzionale, con risultati che non si potrebbero mantenere qualora l'agricoltura biologica, da fenomeno di nicchia, dovesse trasformarsi in un fenomeno globale.

E’ assurdo leggere questo.
La forza dell’agricoltura biologica è proprio la riproducibilità e la sostenibilità del sistema.
Esempio: la mia azienda, nell’86 in agricoltura convenzionale la fertilità del mio suolo era il 0.6 % di sostanza organica, oggi dopo anni ed anni di produzione naturale la fertilità del mio suolo è arrivata al 3-4 %. Per il vigneto, in convenzionale, si calcolano 25 anni di vita, le mie viti hanno 45 anni e stanno bene.
Cito di nuovo la fonte
“la produzione biologica ha mediamente rese inferiori del 20-45% rispetto a quella convenzionale e pertanto, per produrre le medesime quantità, sarebbe necessario mettere a coltura il 25-64% di terre in più”
A parte che non è vero ma chi scrive non ha capito che il problema perchè non è la quantità ma, la qualità di ciò che mangi ed i nutrienti nell’agricoltura convenzionale, a parità di massa, sono enormemente inferiori al biologico e poi essendo la produzione intensiva molto più dipendente da sostanze esterne essa ha un impatto ambientale elevatissimo ed è sopratutto a termine perché consuma più di quanto produce mentre, il Biologico è invece un sistema riproducibile.

Scientificità
In agricoltura biologica la scelta dei prodotti e delle molecole utilizzabili è decisa in base alla loro origine, che deve essere naturale. Tale distinzione tra prodotti naturali e di sintesi è però vuota da un punto di vista scientifico e porta all'erronea conclusione che i secondi siano più tossici dei primi. Questo di fatto consente di usare in agricoltura biologica prodotti naturali che presentano tossicità superiori rispetto a quelle di diversi prodotti di sintesi (come nel caso del rotenone) o il cui impatto ambientale è rilevante come nel caso del solfato di vinaccia, del nitrato del Cile o del verderame. Vi sono inoltre alcune patologie che non sono controllabili con sistemi biologici o per i quali vige la lotta obbligatoria che consente di mantenere la certificazione biologica pur utilizzando prodotti chimici di sintesi per il controllo dell'insetto o della patologia.
In taluni casi, l'impossibilità di usare diserbanti, rende necessario un maggior numero di lavorazioni meccaniche e per certe colture queste diventano onerose sia economicamente sia energeticamente, come nel caso del riso biologico.
Questi motivi rendono difficile la coltivazione biologica per molte specie agrarie, specialmente le commodity come il mais e la soia, la maggior parte delle coltivazioni è quindi confinata a specie di più facile gestione come alcune arboree (olivo) ed i pascoli e foraggi, che da soli costituiscono circa il 50% della superficie italiana a biologico.

Non c’è che dire, l’ufficio stampa delle varie multinazionali & Co. è veramente efficiente.
Non credevo di trovare su Wikipedia un tale cumulo di sciocchezze. Se volete credere che i pesticidi fanno bene, che gli OGM servono per risolvere la fame nel mondo e che l’industria alimentare ha come scopo ultimo la salute e benessere dei consumatori fate pure.
Già crediamo nella globalizzazione, nell’economia virtuale, nel PIL..... che una in più, cosa vuoi che sia.

Imposizioni e sostegni
Alcuni detrattori del "modello" biologico criticano fortemente anche l'uso della presunta superiorità del cibo biologico (nemmeno la pubblicità dovrebbe farvi riferimento[22]) per far passare provvedimenti che ne impongano l'utilizzo nelle scuole sostenendo in modo artificiale il settore[23].
Molto criticati sono anche gli incentivi previsti per questo settore[24].
Diffusione
L'agricoltura biologica in questi anni ha sollevato molto interesse nei consumatori soprattutto a causa di alcuni scandali alimentari (BSE e Diossina) pur rimanendo un mercato di nicchia, dovuto in larga parte ai prezzi più alti rispetto ai corrispettivi prodotti convenzionali. In Italia, uno dei paesi leader nella produzione biologica europea, interessa circa il 6,9% della superficie agricola, di cui più del 50% rappresentato da pascoli e foraggere.[25] Oltre alle considerazioni di tenore ambientale, altri motivi che hanno spinto l'adozione di questo tipo di pratica agricola in generale sono state quelle di tenore imprenditoriale (i consumatori sono disposti a pagare di più per i prodotti biologici) o legate alla disponibilità di finanziamenti dell'Unione europea per l'adozione di pratiche agricole eco-compatibili.

La risposta come sopra,
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Su wikipedia il testo continua ma io mi fermo qui perché sono stanco di controbattere stupidate.